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Stevanin - Non ricordo di averle uccise: disponibile su Dplay Plus

Il serial killer italiano, colpevole di violenza sessuale e dell'omicidio di sei donne tra il 1993 e il 1994, si racconta in un’intervista dal carcere di Bollate.

Un ragazzo educato, di bell’aspetto, gentile con tutti. Solo apparenza. In realtà Gianfranco Stevanin era un serial killer spietato e perverso che tra il 1993 e il 1994 si è reso colpevole dell’omicidio di sei donne (il cadavere di una donna non è mai stato ritrovato ma l’ultima volta è stata avvistata in sua compagnia), violentate, torturate e fatte a pezzi. Su Dplay Plus è arrivato lo speciale "Stevanin - Non ricordo di averle uccise" in cui il serial killer si racconta dal carcere di Bollate in una lunga intervista arricchita da filmati, ricostruzioni e interventi di esperti che ricostruiscono la vicenda.

"STEVANIN - NON RICORDO DI AVERLE UCCISE": GUARDA LO SPECIALE SU DPLAY PLUS

Quando il suo vero volto viene svelato, il 16 novembre 1994, Gianfranco Stevanin è un ragazzo di 34 anni che vive a Terrazzo, in provincia di Vicenza, e lavora come coltivatore diretto. A dirla tutta non lavora, vive di rendita visto che la sua famiglia di ricchi contadini non gli ha mai fatto mancare nulla. In paese lo conoscono tutti: sempre elegante, alla guida di una bella macchina, benvoluto. Per questo è tanto lo stupore per quello che succede in quel giorno del 1994. La sera prima, il 15 novembre, Stevanin è sulla sua Volvo 240 Station wagon, accosta e offre dei soldi a Gabriele Musger, una prostituta. Le propone fino a un milione di lire per farsi fotografare nuda. La ragazza tentenna ma poi si fa convincere e sale in macchina. 

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Stevanin la porta in una villetta deserta e silenziosa in mezzo al nulla e Gabriele Musger inizia ad avere paura. Che diventa terrore quando entra in casa e, oltre a macchine fotografiche e cavalletti, vede anche corde, bende e tutto l’occorrente per legare una persona. La Musger cambia idea, è in preda al panico, vuole andare via. Stevanin perde subito la testa e la minaccia con una pistola e un coltello. Poi la lega, la violenta e le scatta delle fotografie. Terrorizzata, Gabriele Musger si chiude in bagno e prova a scappare ma Stevanin sfonda la porta e la ferma. Nonostante l’incubo che sta vivendo, Gabriele riesce a mantenere la calma e per farsi liberare offre a Stevanin 25 milioni di lire, i risparmi di una vita che tiene al sicuro in casa. Stevanin teme sia una trappola, poi si fa ingolosire da quella somma e sale in macchina con la sua vittima per andare a intascare quei soldi. 

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È quasi l’alba e Gabriele Musger sa già cosa fare. Quando Stevanin si ferma con la sua auto al casello di Vicenza ovest, lei apre all’improvviso la portiera e corre incontro a una volante della Polizia che è lì vicino. Chiede aiuto, urla e dice agli agenti che in quella macchina c’è un uomo armato di pistola (si rivelerà poi essere un giocattolo). Al momento del fermo l’uomo sembra sereno, un tipo a posto. Ma dentro quell’auto c’è un autentico mostro che di lì a breve verrà condannato all’ergastolo. Per conoscere tutta la storia guarda su Dplay Plus lo speciale “Stevanin - Non ricordo di averle uccise”

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