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Liliana Segre compie 90 anni: guarda su Dplay Plus il documentario Bombe su Auschwitz

Il 10 settembre 2020 Liliana Segre, superstite dell'Olocausto, compie 90 anni: un'occasione per guardare su Dplay Plus il documentario sul campo di concentramento di Auschwitz.

“Una testimone contro l'odio e la violenza”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di Liliana Segre facendole gli auguri per il suo 90° compleanno. Superstite dell'Olocausto e dell’orrore di Auschwitz, testimone attiva della Shoah italiana ed eletta senatrice a vita il 19 gennaio 2018, Liliana Segre ha vissuto sulla sua pelle le Leggi razziste volute nel 1938 dal Duce del fascismo Benito Mussolini e firmate da re Vittorio Emanuele III. In occasione del suo compleanno, potete guardare senza pubblicità su Dplay Plus il documentario (qui sotto il video) “Bombe su Auschwitz?” e la puntata di “Fake - La Fabbrica delle notizie” dedicata proprio a Liliana Segre

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LA STORIA DI LILIANA SEGRE

Nata a Milano il 10 settembre 1930 in una famiglia ebraica laica, Liliana Segre non ha avuto la possibilità di vivere un'infanzia spensierata come ogni bambino meriterebbe. Nel 1938, quando inizia a imperversare in Italia e in Europa la discriminazione razziale, viene espulsa dalla scuola ad appena 8 anni. A dicembre del 1943, insieme al padre (la madre, Lucia Foligno, era morta quando Liliana aveva appena un anno) e a due cugini, cerca di scappare e raggiungere la Svizzera. Nulla da fare. Viene catturata dai gendarmi svizzeri, arrestata e spedita nel carcere di Varese prima e di Como poi. Alla fine finisce a Milano, a San Vittore, dove resta per 40 giorni. 

Il 30 gennaio 1944 Liliana Segre è con il padre al binario 21 della Stazione Centrale di Milano. Da lì partono i convogli diretti ad Auschwitz, il più grande centro di sterminio degli ebrei operativo dal 14 giugno 1940 e voluto da Adolf Hitler. Liliana viene rinchiusa nella sezione femminile con altre 60mila donne di ogni nazionalità. Non ha più un nome, diventa un numero che le viene tatuato sul braccio: è il 75190. Quando non ha ancora 14 anni, il 27 aprile 1944, viene a sapere della morte del padre. Nel 1945 i nazisti scappano per l’arrivo dell’Armata Rossa. Il campo di concentramento di Auschwitz viene sgomberato e i quasi 60mila prigionieri rimasti vengono trasferiti in Germania. 

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Liliana viene prima rinchiusa a Ravensbruck e poi a Malchow, nel nord della Germania. Riassapora la libertà il 30 aprile 1945, quando viene liberata dai sovietici. Liliana Segre era una dei 776 bambini con meno di 14 anni deportati ad Auschwitz. Oltre a lei ne sono sopravvissuti solo 24. Ad agosto del 1945 fa ritorno a Milano. Ma non può tornare a vivere normalmente, a sorridere e a giocare. Quello che ha vissuto e che ha visto non si più cancellare. Nel 1990 inizia per la prima volta a raccontare l’orrore, l’incubo fatto realtà. Fortunatamente non smetterà più di parlare e incontrare giovani studenti. Liliana Segre è una meravigliosa testimone contro l'odio e la violenza da preservare, applaudire, ascoltare. Una risorsa di inestimabile valore, un modello di riferimento per ogni generazione. Perché indifferenza, odio e discriminazione non devono più trovare posto in nessuna società civile.

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